La parola giapponese “zazen” è composta da due caratteri: ZA = seduta ZEN = meditazione
La postura seduta è di primaria importanza ed il cuore della pratica Zen. Ci sono molte posizioni che noi possiamo scegliere: dal momento che la posizione del loto è usualmente assai difficile per la maggioranza degli occidentali, molte persone incrociano una o l’altra delle proprie gambe (fig. 2,3 e 4) o adottano la posizione in seiza (fig.1). Se le posizioni qui presentate dovessero risultare ancora poco confortevoli, possiamo semplicemente stare seduti su una sedia facendo attenzione a mantenere la schiena dritta.
Ecco alcune regole di base che dobbiamo far attenzione a seguire correttamente
- La colonna vertebrale dovrebbe essere eretta ed il corpo calmo.
- La nostra posizione dovrebbe essere stabile e confortevole.
- Ponete le mani sul vostro grembo con i palmi rivolti verso l’alto, la mano destra sotto la sinistra e le punte dei pollici che si toccano leggermente.
- Rilassate le spalle.
- Mantenete gli occhi semi-chiusi guardando il pavimento a una distanza di 1 metro/ 1 metro e mezzo davanti a voi senza che lo sguardo metta a fuoco nulla di particolare.Iniziate mentalmente a contare i respiri fino a dieci, poi ricominciate il conteggio dall’inizio. Si respira dal naso, normalmente e senza sforzi. Potete dividere la conta del respiro tra espirazione ed inspirazione, ad esempio !UUU (espirazione), NNOOO (inspirazione). Mentre respirate, concentratevi sull’estensione e la contrazione dei muscoli addominali.
Zazen (meditazione seduta) è il tornare al “qui e ora”. L’immobilità del corpo induce a calmare la mente. Può sembrare difficile ma con il tempo e la pratica questa posizione diverrà naturale. Ciò che è importante è che la posizione adottata non provochi alcun disagio fisico: noi non possiamo andare dietro la nostro corpo, è con esso che facciamo esperienza della Realtà. Una volta che saremo in silenzio e senza alcuna tensione emergerà un nuovo stato della mente: noi ci troveremo aperti e presenti, separati dal contenuto del pensiero, liberi dal giudizio e dall’elaborata concettualizzazione. Non abbiamo bisogno di sforzarci a fare qualcosa: solo sederci tranquilli senza fare altro. Non c’è alcun obiettivo da raggiungere Fare Zazen significa allenarci a diventare Buddha; anzi, a tornare ad essere un Buddha Poiché tutti noi siamo dei Buddha fin dall’inizio.
Sedere, calmare la mente, entrare nello stato di non-mente dove non pensiamo a nulla, questo è Zazen. Un grande Maestro disse “Non pensare a niente è l’unica cosa da fare per diventare un Buddha”. Quando ci sediamo in questa posizione, a contatto con la terra, diventiamo una sola cosa con l’intero universo. Nella tradizione occidentale il Paradiso ci sembra il posto segreto di Dio e la Terra un posto sporco e corrotto. Comunque in Oriente troviamo la luce del Buddha che è seduto su questa sporca Terra: per afferrare la saggezza dell’emancipazione dello stare seduti dentro la polvere e la sofferenza. Questo è Zazen.
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